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DREAM FILM - Il cinema di fiction

MADAME BA (in preparazione)

regia di Paolo Quaregna

con Olivier Gourmet e Youma Diakité

soggetto e sceneggiatura di Paolo Quaregna

con la collaborazione di Cecilia Calvi e Joelle Mnuchkine

tratto dal romanzo di Erik Orsenna / Ed. Fayard

Luoghi delle riprese: Mali (Bamako / Kailles), Francia (Paris/Montreuil)

CoproduzioneFrancia / Italia / Belgio / Mali

(In preparazione – Riprese ottobre/novembre 2008)

 

 

La storia: In Africa, nel Mali, Michel, un promettente piccolo calciatore di dieci anni, viene “acquistato” da due procuratori senza scrupoli e portato in Francia nella speranza che vada ad ingrossare il vivaio di una grande squadra. Tutto è stato fatto all’insaputa di Madame Bâ, sua nonna, che adesso vuole partire per ritrovarlo e riportarlo nel suo paese. Un po’ per le compressità burocratiche, un po’ per l’ostracismo dei gruppi di potere interessati nei traffici legati al calcio ed alle migrazioni, la sua domanda di visto viene rifiutata dal locale consolato. Si indirizza, allora, presso uno studio di avvocati francesi che  gestiscono i loro affari nella ex-colonia. Il suo caso viene affidato alla pazienza dell’Avvocato Fabiani, alfine di redigere l’apposito formulario di ricorso con allegata una lettera direttamente indirizzata al Presidente della repubblica francese. È il pretesto per esplarare l’affascinante fassato di questa ancora bella ed energica donna maliana, per addendrarsi dentro l’africa scissa tra passato e presente. Fabiani resta sempre più coinvolto nella storia dell’affascinante Madame Bâ. Facendo conincidere i propri impegni professionale, la segue nei suoi luoghi di vita e di lavoro. Dalla capitale Bamako, all’entroterra spopolato, a Kayes dove svolge il suo lavoro ed il suo impegno per lo sviluppo dell’istrizione tra i più piccoli. Ma più si ostina a non demordere dai suoi progetti di partenza, più la mafia aumenta la sua pressione. La lettera ed il formulario sono stati compilati e spediti. La risposta continua a tardare, la situazione rischia di precipitare, per Madame Bâ termina il tempo dell’attesa.

 

DALL’ALTRA PARTE DEL MARE (2008)

regia di Giancarlo Sartoretto

Con Galatea Ranzi, Vitaliano Trevisan, Giordana De Santis,, Fulvio Falzarano, Viviana Di Bert, Alessandra Battisti, Tony Allotta, Paolo Assomma, Dino Castelli

             Soggetto e sceneggiatura di Monica Rapetti

Musiche di Alessandro Molinari

             Colore, 80 min., formato 1:1,66, 35 mm

             Produzione Dream Film / Produzione esecutiva Caro Film (Veronica Bilbao La Vieja) – Italia 2008




La storia: Tutto comincia ai giorni nostri quando Clara che vive a Parigi, viene chiamata dal regista Abele a Roma per collaborare ad una messa in scena. Si porta con sé un vecchio documentario girato nel ’79. Ben presto sorgono dei contrasti tra Abele e Clara sul modo di realizzare la rappresentazione: lei vorrebbe entrare dentro le esperienze singole, lui invece mantenere un tratto oggettivo. è un film che cerca di penetrare nel fondo dei sedimenti della memoria non per rimestare antichi dolori mai del tutto sopiti, ma per non rimuovere e dimenticare ciò che è accaduto. “Sono un essere umano che vuole vivere, un essere umano.” È questo il grido disperato di Ka-Tzetnik 135633 un sopravvissuto, Yehil De-Nur, con il numero marchiato nella carne del braccio sinistro. È uno dei due deportati di Auschwitz a cui vogliono fare riferimento, nella messa in scena sulla shoah, Abele e Clara. L’altra è Tosca Marmor, ebreo-polacca intervistata all’inizio del film da Clara a Parigi, dove entrambe vivevano ed avevano creato un grande legame di amicizia. È il vecchia esperienza che Clara si porta dentro. I contrasti non si risolvono facilmente. A Trieste dove dovrebbe effettuarsi la messa in scena, Clara ne approfitta per cercare suo padre sparito quando lei aveva 8 anni. Viene a sapere di un suo passato oscuro tra i domobranci, gli sloveni anticomunisti che collaborarono con i tedeschi e gli italiani che si erano spartiti e occupavano la Slovenia, che formavano anche una divisione di SS, la Karstjaeger (cacciatori del Carso). Mentre Clara fa i conti con suo passato più intimo trasportata dalle sue emozioni, Abele cerca i luoghi adatti  per il suo teatro itinerante, ma non trova più i segni del passato e l’orrore provato visitando San Sabba, lo fa desistere dall’impresa: non si può esprimere l’inesprimibile e neanche rappresentarlo. Clara con il padre ritrovato riesce a lasciarsi alle spalle i suoi fantasmi e può finalmente guardare dall’altra parte del mare.

 

8th WONDERLAND (2008)

regia di Nicolas Alberny, Jean Mach

              Con Matthew Geczy, Robert William Bradford, Alain Azerot, Eloissa Florez

              Colore, 105 min., formato 1:1,85, pellicola 35 mm

              Produzione Mad Films / Dream Film – Ila Palma – Francia / Italia 2008

 

 

La storia: C’è un paese virtuale su Internet, si chiama: 8th WONDERLAND. Raggruppa segretamente persone qualunque del mondo intero che professano un punto di vista comune: il desiderio di non subire più l’attualità televisiva senza poter reagire. Ogni settimana gli abitanti di questo territorio virtuale danno un euro, ogni settimana votano una mozione diversa con la formula democratica del referendum. Una volta presa la decisione il governo di questo popolo del paese globale si incarica di farla applicare nel mondo reale. Non hanno che un interesse comune: migliorare le cose.

Il Papa si pronuncia contro l’uso del preservativi? I fedeli troveranno la domenica successiva i muri delle loro chiese pieni di distributori di contraccettivi al gusto “d’ostia”. Gli USA si ostinano a praticare la pena di morte? Il tacchino graziato dal presidente americano il giorno del ringraziamento viene rubato e in un video, inviato ai media, un gruppo di attivisti mascherato, con in mano armi bianche, “costringe” l’animale a “pronunciare” un discorso abolizionista. Ma presto la politica di 8th Wonderland cambia e si fa sempre più ambiziosa, sviluppandosi rapidamente. Il popolo virtuale impedisce la costruzione di una centrale nucleare in Medio Oriente. Forte dei suoi milioni di abitanti di lingue ed etnie diverse diventa un vero e proprio temuto contro-potere con cui le grandi potenze devono fare i conti. Ma cosa succederà col crescente sviluppo di questo potere? Quando decideranno di eliminare in nome del bene mondiale corrotti dittatori che imperversano nel terzo mondo in combutta con le grandi potenze naziolnali? Quali direzioni reazionarie potrebbe intraprendere se la sua maniera d’agire risponde sempre più ai canoni di un vero e proprio terrorismo? Non resta che sperare che questo popolo, sempre più vasto e incontrollabile, prenda bene le miusure delle proprie decisioni. Come combattere, infatti, un paese che non esiste?

 

Vivaldi. Un principe a Venezia (2008)

regia di Jean-Louis Guillermou

               Con Stefano Dionisi, Michel Serrault, Annette Schreiber, Michel Galabru

               Musiche di Antonio Vivaldi

               Colore, 95 min., formato 1:1,66, pellicola 35 mm

               Produzione Vivaldi Production / Dream Film - Ila Palma / Lions – Francia / Italia / Svizzera 2007


 

La storia: Un viaggio nella Venezia del VXIII secolo, protagonista Vivaldi, il maggiore compositore della musica Barocca. Nel 1703, mentre Vivaldi comincia una carriera brillante di maestro di violino, Venezia è in crisi. Vivaldi scrive dei concerti per divertire e per sorprendere la sua gente, perché le feste sono importanti a Venezia. Nel 1704, Vivaldi diventa “maestro di violino all’inglese” alla Pietà di Venezia e nel 1709. Nel 1713, Vivaldi ha allora quasi 40 anni, comincia un’opera, “Ottone in Alba” al teatro della Grazie di Vicenza. Inizia il suo legame artistico con la cantante lirica Anna Giro, che diventerà la migliore interprete delle sue opere. Domanda un mese di congedo alla Pietà, ma vi ritorna solamente nel 1714. Lo stesso anno fa la sua seconda opera, “Orlando finito pazzo”. Il suo nuovo percorso artistico che lo allontana da Venezia e dall’insegnamento alla Pietà, provoca il profondo dissenzo del clero nella persona del suo Vescovo, patriarca della città. Nel 1716, Antonio è proclamato “maestro de’ concerti”, l’età d’oro del violino comincia. Nel 1716-1717, Vivaldi scrive tre raccolte a Amsterdam (opus 5, 6 e 7). Nel 1721 Vivaldi non è più menzionato negli impieghi musicali della Pietà, perché si disinteressa del suo lavoro e si interessa sempre più dell’opera. Anna Girò da contralto, col sostegno della sorella, diventa la tesoriera di Vivaldi e si insinua nella diceria popolare una relazione amorosa tra i due, che Antonio negherà sempre. Vivaldi è conosciuto in tutte le corti d’Europa per la sua creatività, il suo virtuosismo e la stravaganza della sua musica, ma viene messo ai margini della scena artistica nella sua città. Dopo un enorme successo, Vivaldi comincia ad essere dimenticato. Prima della fine di maggio 1740, Vivaldi lascia Venezia per andare a Vienna. Dove raggiungerà la sua amica Anna Giro. Laggiù, è poco apprezzato, perché, morto l’imperatore che lo avrebbe protetto, l’aristocrazia è presa da una vera lotta di successione. Il 28 luglio 1741, la Cattedrale di San Stefano annuncia la morte del Venerabile Signor Antonio Vivaldi, prete laico, all’età di 60 anni. Muore di un’infiammazione interna. I funerali sono semplici e solo pochi vi prendono parte.

 

L’ISOLA (2003)

regia di Costanza Quatriglio

con Veronica Guarrasi, Ignazio Ernandes, Marcello Mazzarella, Erri De Luca

musiche di Paolo Fresu e Dhafer Youssef

Colore, 100 min., formato 1:1,66, pellicola 35 mm

Produzione Dream Film – Italia 2003

 

 

La storia: La crescita di Turi e di Teresa si intreccia con la vita dell’isola: il lavoro, la fatica, i rituali e le abitudini. L’iniziazione di Turi nel mondo adulto si compie una mattina: è appena l’alba quando il ragazzo prende il mare con il padre e gli altri “tonnaroti” per partecipare alla mattanza. L’isola è anche l’insieme delle reti che compongono il corpo della tonnara, le numerose camere che portano i tonni a rimanere prigionieri dentro la camera della morte, prima di essere arpionati. Per il silenzioso Turi l’impatto con la fine del suo mondo adolescenziale è difficile da accettare. 

Quinzaines des réalizateurs, Festival di Cannes 2003 – Festivals: Annecy, Bankok, Belgrado, Bellinzona, Bratislava, Bruxelle/L’age d’or, Caborug, Cairo, Chicago, Città del Messico, Cuenca, Dhaka, Gerusalemme, Giffoni, Gijon, Goteborg, Horward Film Institut, Ischia, Kyiv, Los Angeles, Minneapolis, Montpellier, Ourense, Philadelphia, Pusan, Rotterdam, San Diego, Singapore, Tiburon, Toronto, Vancouver, Nice New York / S.Francisco / Amsterdam / Leda / S.Pietroburgo / Mosca… / Nastro d’argento migior colonna sonora, Taormina

 

Fellini. Io sono un gran bugiardo (2002)

regia di Damian Pettigrew

con Federico Fellini, Roberto Benigni, Donald Sutherland, Terence Stamp, Italo Calvino, Giuseppe Rotunno, Dante Ferretti, Tullio Pinelli, Daniel Toscan du Plantier.

Colore, 76 min., formato 1:1,85, pellicola 35 mm

Produzione Portreit & Cie / Dream Film – Francia / Italia 2002

 

 

La storia: L’ultima intervista rilasciata dal grande maestro del cinema italiano al regista franco-canadese, la sua vita intellettuale, i suoi credo, i suoi set, i protagonisti dei suoi film che ne hanno subito il fascino e l’irruente carattere. Un ritratto splendido e coinvolgente. 

Finalista Oscar Europeo del Documentario

 

Dancing North (1997)

regia di Paolo Quaregna

              con Fréderic Deban, Sabrina Leurquin, Antonella Ponziani, Adami Inukpuk

              Colore, 105 min., formato 1:1,85, pellicola 35 mm

              Produzione: Dream Film / Les Films du Triangle – Italia / Francia 1997

 

 

La storia: Franco è il leader di un gruppo rock di successo, per sfuggire alle imposizioni commerciali dei discografici decide di partire lontano. Accetta di insegnare musica presso uno sperduto villaggio Inuit, nel Grande Nord del Canada, alla ricerca di nuove sonorità e forse, di un’altra vita. Sarà l’inizio di un non facile percorso iniziatico: l’approccio di una cultura lontana alla ricerca del “métissage” musicale. 

Festival di Rouyn-Noranda, Canada – Festival di Mar del Plata, Argentina – Festival Cinéma d’Alès Festival du Film de Paris –  Washington D.C. International Film Festival – N.I.C.E. Mosca e Amsterdam

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